Termini ex art. 183, vi comma, c.p.c. – decorrenza differita e dies a quo
07 gennaio, 2021

Termini ex art. 183, vi comma, c.p.c. – decorrenza differita e dies a quo

Secondo un orientamento formatosi nella giurisprudenza di merito, qualora il Giudice disponga la decorrenza differita dei termini per le memorie previste dall’art. 183, VI comma, c.p.c., deve essere computato, per il calcolo della scadenza del termine, anche il giorno iniziale (dies a quo), non essendo applicabile – in tale ipotesi - il principio generale di cui all’art. 155, comma 1, c.p.c., nella parte in cui dispone che ‘nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno e l’ora iniziali’ (nel senso del computo del dies a quo: Tribunale di Como, ord. 7.3.2011; Tribunale di Padova, ord. 26.1.2017).

 

In particolare, il Giudice del Tribunale di Padova aveva fissato la decorrenza dei termini ex art. 183, comma VI, c.p.c., in un giorno non coincidente con quello dell’udienza, ma esplicitamente differito a data successiva (nello specifico il 31.10.2016).

 

Risultando i tre termini per le memorie di cui all’art. 183, comma 6, c.p.c., scaduti rispettivamente in date 29.11.16, 29.12.16 e 18.1.17, il Giudice riteneva tardivi i depositi effettuati dall’attore il 30.12.16 (seconda memoria) e il 19.1.17 (terza memoria). Secondo il Giudice, infatti, nel calcolo dei termini ex art. 183, comma 6, c.p.c., non poteva escludersi il giorno iniziale (31.10.16), non trovando applicazione il disposto di cui all’art. 155, comma 1, c.p.c., e ciò in conseguenza della esplicita indicazione del dies a quo. Secondo tale pronuncia, l’art. 155, comma 1, c.p.c., sarebbe una norma per così dire ‘astratta’, operante nei soli casi in cui difetta l’espressa indicazione del giorno di decorrenza.

 

A seguire tale tesi, pertanto, il giorno iniziale (dies a quo) deve essere computato ogni qualvolta il Giudice, nell’assegnare dei termini processuali, individui esplicitamente nel proprio provvedimento istruttorio il primo giorno di decorrenza.

 

Tale tesi non è peraltro unanime. Infatti, secondo altro orientamento, il disposto di cui all’art. 155, comma 1, c.p.c. trova sempre applicazione, anche laddove il giorno di decorrenza sia espressamente individuato, come appunto nel caso di decorrenza differita dei termini ex art. 183, 6° comma, c.p.c. (in tal senso, lo stesso Tribunale di Padova, ord. 1.6.2016).

 

Va da sé che il suddetto contrasto di orientamenti può dare luogo a gravi conseguenze processuali, determinando cioè il rischio di vedersi dichiarate inammissibili memorie istruttorie in quanto depositate fuori termine, in ragione dell’erronea mancata inclusione del dies a quo.

 

Anche alla luce di tali criticità, si registra (favorevolmente) la recente tendenza da parte dei Giudici di precisare espressamente nell’ordinanza, in caso di assegnazione dei termini differiti, l’inclusione o meno del giorno iniziale di decorrenza.

 

Gennaio 2021

 

Arianna Da Rios