Esdebitazione del Fallito – La Corte d’Appello di Venezia riforma la sentenza del Tribunale di Treviso
22 febbraio, 2019

Esdebitazione del Fallito – La Corte d’Appello di Venezia riforma la sentenza del Tribunale di Treviso

Nonostante il parere favorevole del Curatore del Fallimento, il Giudice del Tribunale di Treviso ha rigettato l’istanza di esdebitazione ai sensi dell’art. 142 L.F. presentata da un imprenditore fallito in proprio.

La sentenza del Tribunale prendeva le mosse da una pronunzia della Corte di Cassazione la n. 24214 del 2011 e restituiva una interpretazione discutibilmente restrittiva della stessa pronunzia e dell’art. 142 L.F., tenuto conto “del suo carattere eccezionale in quanto derogante ai principi della responsabilità patrimoniale generale (art. 2740 c.c.) e di sopravvivenza delle obbligazioni insoddisfatte dal fallimento”.

All’esito del procedimento di impugnazione, la Corte d’Appello ha, invece, ritenuto che l’interpretazione del beneficio dell’esdebitazione offerta dal Giudice di Primo Grado non fosse condivisibile proprio in base alla logica sottesa alla sentenza della Corte di Cassazione n. 24214 del 2011, come chiarito dalla stessa Suprema Corte con l’ordinanza 7550/18.

L’art. 142 L.F. deve essere, infatti, interpretato estensivamente perché tale norma è ispirata al favor debitoris: “l’effetto ostativo della concessione del beneficio – in armonia con il dettato legislativo – deve essere circoscritto entro l’orbita di vicende di tipo soggettivo (…) onde una più penetrante indagine da parte del giudice di merito sui comportamenti, anche anteriori all’apertura del Fallimento – più o meno (o nient’affatto) virtuosi dell’imprenditore  - può valere a determinare il necessario punto di equilibrio  fra le contrastanti esigenze di un tempestivo e quanto possibile libero ritorno sule mercato da pare del fallito ed il soddisfacimento delle legittime ragioni di credito da parte dei creditori”.

In buona sostanza, l’imprenditore meritevole in quanto abbia collaborato con la procedura, non abbia beneficiato di precedenti esdebitazioni, non abbia distratto attivo o esposto passività insussistenti, non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o delitti contro l’economia pubblica o compiuti in connessione con l’attività d’impresa, anche nel caso in cui avesse pagato solo parzialmente i creditori concorsuali, potrà comunque essere ammesso al beneficio dell’esdebitazione.   

Susanna Maso

Febbraio 2019