Cassazione Civile: la  ‘doppia conforme’
29 marzo, 2019

Cassazione Civile: la ‘doppia conforme’

La Suprema Corte vive da anni sotto l’assedio dell’eccesso di domanda. Ragione per cui è stata avvertita l’esigenza di limitare, tanto in sede civile quanto in sede penale, la proponibilità di ricorsi avanti alla stessa.

Sarà qui trattato l’ambito di operatività del limite posto dalla cd. doppia conforme in sede civile, avvertendo che la soluzione adottata per il giudizio penale non vi si discosta di molto.

Con l’espressione doppia conforme si fa riferimento all’ipotesi in cui l’ordinanza di inammissibilità dell’appello, o la sentenza d’appello che lo rigetta, sia pronunciata per le medesime ragioni di fatto poste a base della decisione di primo grado. Insomma allorché si sia in presenza di sentenza di primo o di secondo grado contenente uguali valutazioni del fatto.

Le disposizioni che prevedono la – seppur scarna – disciplina della preclusione derivante da tale omogeneità di pronunce nei due gradi di giudizio di merito sono contenute nell’art. 348-bis, commi IV e V, c.p.c..

La norma ivi contenuta stabilisce che, in ipotesi di questo tipo, sia esclusa la possibilità di ricorrere in Cassazione per il motivo di cui al n. 5 dell’art 360, I comma, c.p.c. (‘per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti’).

Ne consegue che, per evitare l’inammissibilità di tale motivo di gravame in sede di legittimità, in presenza di doppia conforme sul fatto, il ricorrente deve indicare le ragioni di fatto poste a fondamento della decisione di primo grado e quelle poste a base della sentenza di rigetto/ordinanza di inammissibilità dell’appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse (così, ex multis, Cass., 29715/2018).

In assenza di specifiche indicazioni da parte del legislatore, è stata la stessa Corte di Cassazione a definire l’ambito di operatività del limite posto dalla doppia conforme, nonché le relative eccezioni.

In particolare, è stato affermato che non opera la preclusione in esame qualora l’ordinanza di inammissibilità/sentenza di rigetto in appello sia motivata da ragioni processuali (ad es. per tardività o per difetto di specificità dei motivi), non contenendo tali decisioni alcun giudizio prognostico negativo circa la fondatezza nel merito del gravame (Cass., S.U., 1914/2016).

Inoltre, la Suprema Corte ha anche precisato che non trova applicazione la limitazione derivante dalla doppia conforme quando il vizio di motivazione si fonda sul travisamento di una prova, la cui risultanza utilizzata per la decisione è smentita da uno specifico atto processuale, perché in tal caso si è al di fuori dell’ambito della conforme valutazione dei fatti (Cass. 28174/2018).

In conclusione, deve ritenersi che la preclusione derivante da una doppia conforme, lungi dal celare una violazione del diritto di difesa di cui agli artt. 3, 24 e 111 Cost. – come da alcuni sostenuto – rappresenti, piuttosto, un filtro di ragionevolezza.

 

Carlo Cortellazzo-Wiel

 

Marzo 2019